I DISTURBI DISSOCIATIVI

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I DISTURBI DISSOCIATIVI

I disturbi dissociativi sono caratterizzati dalla sconnessione e/o dalla discontinuità della normale integrazione di coscienza, memoria, identità, emotività, percezione, rappresentazione corporea, controllo motorio e comportamento. I sintomi dissociativi possono potenzialmente colpire ogni area del funzionamento psicologico. I sintomi dissociativi sono vissuti come:

  1. intrusioni non volute nella coscienza e nel comportamento, unite a perdite della continuità dell’esperienza soggettiva (per es., sintomi dissociativi “positivi” quali frammentazione dell’identità, depersonalizzazione e derealizzazione) e/o

  2. incapacità di accedere a informazioni o di controllare funzioni mentali che in genere sono facilmente accessibili o controllabili (per., es sintomi dissociativi “negativi” quali l’amnesia).

I disturbi dissociativi si riscontrano spesso nel periodo successivo ad un trauma e molti dei sintomi, tra cui l’imbarazzo e la confusione riguardo i sintomi o il desiderio di nasconderli, sono influenzati dalla prossimità temporale del trauma.

DISTURBO DISSOCIATIVO DELL’IDENTITÀ

Il disturbo dissociativo dell’identità è caratterizzato da:

  1. la presenza di due o più stati di personalità distinti o di una possessione e

  2. episodi ricorrenti di amnesia.

La frammentazione dell’identità può variare a seconda della cultura di appartenenza (per es., le manifestazioni in forma di possessione) e le circostanze. Di conseguenza le persone possono fare esperienza di discontinuità dell’identità e della memoria che possono non essere immediatamente evidenti agli altri o che sono messi in ombra dai tentativi di nascondere la disfunzione. Gli individui con disturbo dissociativo dell’identità fanno esperienza di:

  1. intrusioni ricorrenti e inspiegabili nel loro funzionamento cosciente e nella propria identità (per es., voci; azioni e discorsi dissociati; pensieri; emozioni e impulsi intrusivi);

  2. alterazioni del senso di sé (per esempio, attitudini, preferenze e sensazione di estraneità nei confronti del proprio corpo e delle proprie azioni);

  3. bizzarri cambiamenti della percezione (per es., depersonalizzazione o derealizzazione, come sentirsi distaccati dal proprio corpo mentre ci si taglia);

  4. sintomi neurologici funzionali intermittenti.

Lo stress spesso produce un aggravarsi transitorio dei sintomi dissociativi che li rende più evidenti. La prevalenza a 12 mesi del disturbo dissociativo dell’identità tra gli adulti in un piccolo studio di comunità negli USA era del 1,5%. La prevalenza di genere in tale studio era del 1,6% per i maschi e del 1,4% per le femmine. Il disturbo dissociativo dell’identità è associato ad esperienze opprimenti, eventi traumatici e/o abusi nell’infanzia. Il disturbo può manifestarsi la prima volta quasi a ogni età. La dissociazione nei bambini può generare problemi con la memoria, la concentrazione, l’attaccamento e il gioco traumatico. Tuttavia, i bambini non manifestano cambiamenti d’identità; piuttosto, manifestano principalmente sovrapposizione e interferenza tra stati mentali con sintomi correlati alle discontinuità di esperienza. Cambiamenti improvvisi nell’identità durante l’adolescenza possono sembrare semplici alterazioni adolescenziali o lo stadio precoce di un altro disturbo mentale. Individui più anziani possono richiedere un trattamento per condizioni che sembrano l’esordio tardivo di un disturbo dell’umore, disturbo ossessivo-compulsivo, paranoia, disturbi psicotici dell’umore o anche disturbi cognitivi dovuti ad amnesia dissociativa. In alcuni casi, affetti e ricordi sconvolgenti possono essere sempre più intrusivi nella coscienza con l’avanzare dell’età. Scompenso psicologico ed evidenti cambiamenti d’identità possono essere scatenati da:

  1. allontanamento dalla situazione traumatica;

  2. i figli dell’individuo adulto raggiungono la stessa età in cui l’individuo aveva vissuto l’abuso o il trauma;

  3. esperienze traumatiche successive, anche apparentemente non collegate, come un incidente stradale non grave;

  4. la morte di, o l’esordio di una malattia fatale in, coloro che hanno abusato dell’individuo.

 

AMNESIA DISSOCIATIVA

                                                                                                                                                                     

 L’amnesia dissociativa è caratterizzata da incapacità di ricordare informazioni autobiografiche. Tale amnesia può essere circoscritta (per es., un evento o un periodo di tempo), selettiva (per es., un aspetto specifico di un evento) o generalizzata (per es., identità e storia personale). L’amnesia dissociativa è fondamentalmente l’incapacità di ricordare informazioni autobiografiche non riconducibile a normale dimenticanza. Può comportare o non comportare un viaggio intenzionale o un vagare disorientato. Sebbene alcune persone con amnesia si accorgano immediatamente di avere vuoti di memoria, la maggior parte degli individui con disturbi dissociativi inizialmente non si rende conto dell’amnesia. In questi casi la consapevolezza dell’amnesia si ha solo quando viene perduta l’identità personale o quando le circostanze li rendono consapevoli che è stata smarrita un’informazione autobiografica (per es., quando un individuo scopre “prove” di eventi che non ricordano o quando altri parlano con loro o chiedono di eventi che essi non riescono a ricordare). A meno che ciò non accada, si è in presenza di una “amnesia della loro amnesia”. L’amnesia è vissuta comen una caratteristica essenziale dell’amnesia dissociativa; possono esserci amnesie circoscritte o selettive, o più raramente, amnesie generalizzate. La fuga dissociativa è rara in persone con amnesia dissociativa ma comune nel disturbo dissociativo dell’identità. La prevalenza a 12 mesi dell’amnesia dissociativa tra gli adulti in un piccolo studio di comunità negli USA era 1,8% (1% nei maschi; 2,6% nelle femmine). L’esordio dell’amnesia generalizzata è abitualmente improvviso. Si sa meno riguardo all’esordio delle amnesie circoscritte e selettive, in quanto queste amnesie sono di rado evidenti, anche all’individuo stesso. Sebbene l’amnesia circoscritta sia tipicamente preceduta da eventi opprimenti o intollerabili, il suo esordio può essere ritardato di ore, giorni o più. Quando l’amnesia va incontro a remissione, possono essere presenti disagio intenso, comportamento suicidario e sintomi di disturbo da stress post-traumatico. Il comportamento suicidario può essere particolarmente pericoloso quando l’amnesia va incontro a remissione improvvisa e travolge l’individuo con ricordi intollerabili. La maggior parte delle persone con questo disturbo sviluppa disabilità in ambito professionale e nelle relazioni interpersonali.

DISTURBO DI DEPERSONALIZZAZIONE / DEREALIZZAZIONE

Il disturbo di depersonalizzazione / derealizzazione è caratterizzato da persistente o ricorrente depersonalizzazione (per es., esperienze di irrealtà o distacco dalla propria mente, da se stessi o dal proprio corpo) clinicamente significativa e/o da derealizzazione (per es., esperienze di irrealtà o distacco dall’ambiente circostante). Tali alterazioni dell’esperienza sono accompagnate da un esame della realtà integro. Non vi sono evidenze di alcuna distinzione tra individui con sintomi predominanti di depersonalizzazione e individui con sintomi predominanti di derealizzazione. Pertanto, individui che presentano questo disturbo possono presentare derealizzazione, depersonalizzazione o entrambe. I sintomi causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti. Le persone che accusano questo disturbo possono esperire sensazioni di distacco dal suo intero essere (per es. “non sono niente” “non ho identità”), o da aspetti del proprio sé , tra cui sentimenti ( per es., ipoemotività), pensieri (per es., “testa ovattata”), corpo o parti del corpo o sensazioni (ad es., tatto, propriocezione, fame, sete, libido). Vi può anche essere un diminuito senso di consapevolezza delle proprie azioni (ad es., sentirsi robotici, come un automa; non avere un controllo sul proprio eloquio o sui propri movimenti). L’esperienza di depersonalizzazione può talvolta essere quella di un sé diviso, con una parte che osserva e una che partecipa, nelle sue forme più estreme è definita “esperienza extracorporea”. Gli episodi di derealizzazione sono caratterizzati da un sentimento di irrealtà, distacco o estraneità nei confronti del mondo, sia esso rappresentato da persone, oggetti inanimati o tutto l’ambiente circostante. La persona pu sentirsi come se si trovasse nella nebbia, in un sogno o in una bolla. L’ambiente può essere percepito come artificiale, senza colore o senza vita. La derealizzazione è spesso accompagnata da distorsioni visive soggettive, come offuscamento, acuità visiva amplificata, ampliamento o restringimento del campo visivo, bidimensionabilità o appiattimento, tridimensionalità esagerata, o distanza o dimensione degli oggetti alterata. Possono verificarsi anche distorsioni uditive, in cui voci o suoni sono silenziati o amplificati. La prevalenza lifetime negli USA e negli altri paesi è approssimativamente del 2% (variando tra 0,8% e 2,8%). il rapporto del disturbo tra i generi è 1:1.

DISTURBO DISSOCIATIVO CON ALTRA SPECIFICAZIONE

    La categoria del disturbo dissociativo con altra specificazione ha i seguenti esempi:

  1. sintomi dissociativi misti cronici o ricorrenti che si avvicinano, senza raggiungerli, ai criteri diagnostici per il disturbo dissociativo dell’identità.

  2. Stati dissociativi secondari a lavaggio del cervello o rieducazione;

  3. due manifestazioni acute, della durata di meno di un mese, di sintomi dissociativi misti, una delle quali è anche caratterizzata dalla presenza di sintomi psicotici;

  4. tre manifestazioni dissociative monosintomatiche: trance dissociativa, stupor dissociativo o coma e Sindrome di Ganser (dare risposte vaghe e approssimative).