psicologo psicoterapeuta-Bresso| Dott. Filippo Rodà|

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Area Clinica

215758_1011915031061_4598_nSERVIZI:
PSICOTERAPIA
PSICOLOGIA
PSICOLOGO A DOMICILIO

 

QUI DI SEGUITO SONO RIPORTATI
I DISTURBI TRATTATI.
Secondo il DSM-5  i disturbi d’ansia comprendono quei disturbi che condividono caratteristiche di paura e ansia eccessive e i disturbi comportamentali correlati. Inoltre, disturbi d’ansia differiscono l’uno  dall’altro per tipologia di oggetti o di situazioni che provocano paura, ansia oppure comportamento di evitamento e per l’ideazione cognitiva associata.    …Continua a Leggere
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Servizi
LAVORO E ORGANIZZAZIONI   PSICOTERAPIA PSICOLOGIA PSICOLOGO A DOMICILIO

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Mi Presento

SALVE!
Sono Filippo Roda’, Psicologo Psicoterapeuta con studio a Bresso (Milano).
Ho conseguito la Laurea in Psicologia Del Lavoro e Delle Organizzazioni presso l’Università degli Studi di Padova, il diploma di specializzazione post-laurea in psicoterapia cognitivo-comportamentale presso la Scuola di Psicoterapia Cognitiva Srl-Roma e il diploma di perfezionamento in Psicologia Culturale presso l’Università degli Studi di Padova.

 

Sono iscritto all’Elenco degli Psicoterapeuti, e alla sezione A dell’Albo Nazionale degli Psicologi presso l’Ordine degli Psicologi del Veneto, dal 30 settembre 2005- iscrizione n.5233.  Per verificare le informazioni clicca qui
La mia esperienza professionale si è costruita sui temi del benessere psicologico della persona e sui temi del lavoro, delle organizzazioni e dell’apprendimento umano.
In ambito della salute mentale, le problematiche che ho trattato e continuo a trattare sono:
  • attacchi di panico
  • disturbi d’ansia
  • depressione e disturbi dell’umore
  • disturbi del sonno
  • disturbi dissociativi
  • disturbi correlati ad eventi  traumatici e stressanti
  • disturbo da sintomi somatici e disturbi correlati
  • disturbi dell’alimentazione
  • disturbi di tipo ossessivo-compulsivo
  • disturbi dello spettro della schizofrenia e altri disturbi psicotici
  • disturbi neurocognitivi
  • disfunzioni sessuali
  • disturbi di personalità
  • disturbi da stress correlato al lavoro

 

Attualmente, collaboro con l’associazione CREA onlus,  presso il  Servizio di  Urgenza Psicologica  Monza-Brianza – Sede: Croce Rossa Italiana  via Pacinotti 2, Monza.
Svolgo servizio volontario nella Croce Rossa Italiana come operatore psicologo del servizio psicosociale (SeP), operatore del soccorso (TSSA) e operatore delle emergenze (OPEM).
In ambito del lavoro mi sono occupato e mi occupo di:
  • benessere organizzativo e performance
  • consulenza organizzativa
  • consulenza direzionale
  • consulenza personale (counselling & coaching)
  • formazione
  • marketing
  • organizzazione e gestione dei gruppi di lavoro
  • selezione del personale
  • strategie di commercializzazione basata su stimoli sensoriali

 

Professionalmente, sono cresciuto lavorando nel campo della formazione, della selezione, del management, dello sviluppo organizzativo, del marketing, collaborando con diverse imprese (piccole, medie e grandi) impegnate nei servizi alle aziende, automotive e grande distribuzione organizzata.
Nell’ambito della consulenza d’impresa collaboro con un team multidisciplinare di professionisti con una lunga esperienza ad alto livello nella gestione delle organizzazioni d’impresa.

 

ATTIVITA’  POST LAUREA /DIPLOMA
Dal settembre 2012 a settembre 2013
PSICOTERAPEUTA TIROCINANTE VOLONTARIO
Presso: Dipartimento di Salute Mentale ASP 3 Catania – distretto di Acireale (CT)
Dal settembre 2008 a settembre 2012
Tipo di attività: TIROCINIO PER LA PROFESSIONE DI PSICOTERAPEUTA
Presso: ASP 3 Acireale (CT) -Servizio di Igiene Mentale
Data:14/3/2004
Tipo di attività: TIROCINIO POST LAUREA PER LA PROFESSIONE DI PSICOLOGO
Presso: ASL3 DIPARTIMENTO DIPENDENZE- NUCLEO OPERATIVO DI ALCOLOGIA DI SESTO SAN GIOVANNI (MI)
inizio: 15 MARZO 2003
fine:14 MARZO 2004
Durata in mesi: 12

BENESSERE E RISCHIO STRESS

Il benessere organizzativo è uno stato d’essere conseguente  all’appagamento dei bisogni e dei desideri della persona e dalla realizzazione dei suoi progetti. È un risultato complesso, condizionato da diversi elementi: individuali (personalità, educazione, intelligenza e capacità, variabili socio anagrafiche), sociali (le relazioni con i colleghi, con il proprio gruppo di lavoro, le opportunità di interazione e comunicazione, l’organizzazione informale), culturali (gli atteggiamenti, gli interessi, le credenze, i valori personali) e di contesto (i codici del lavoro, le dinamiche di produzione, il rapporto tra domanda e offerta del mercato, i cambiamenti tecnologici).

 

L’assenza di benessere organizzativo può condurre a diverse forme di disagio.  L’approccio è olistico poiché considera il benessere nell’ambiente di lavoro come risultato dell’integrazione e della conciliazione di diversi scenari di vita che vedono protagonista l’individuo. La dimensione dell’ascolto, della comprensione, del potenziamento delle risorse personali è un importante strumento per il miglioramento delle condizioni di vita.
In generale i rischi lavorativi sono suddivisi in tre categorie:
  • Rischi per la sicurezza; (infortuni o incidenti)
  • Rischi per la salute; (compromissione dell’equilibrio biologico dei lavoratori dovuta a emissione nell’ambiente di lavoro di fattori nocivi di natura chimica, biologica e fisica con conseguente esposizione dei lavoratori stessi)
  • Rischi “trasversali”, o psicosociali; sono quegli aspetti di progettazione, di organizzazione e gestione del lavoro, e anche i rispettivi contesti ambientali e sociali che potenzialmente possono arrecare danni fisici e/o psicologici (stress lavoro-correlato, burnout, manifestazioni violente sul lavoro e le vessazioni (mobbing e molestie).
Gli ambienti di lavoro sani sono caratterizzati da alta produttività, alta prestazione, alta soddisfazione lavorativa e costi  ridotti in termini di perdite di ore lavorative dovute ad assenteismo, turnover e infortuni
Già dal 2011 le aziende hanno dovuto dare avvio al processo di valutazione del rischio stress lavoro-correlato, obbligo richiesto dall’art. 28 del D. Lgs.81/08 e ribadito dalla lettera Circolare 23692 del 18.11.2010 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; tale valutazione si concentra su aspetti dell’organizzazione che possono rappresentare pericoli per la salute dei lavoratori.
 
La natura del rischio stress lavoro-correlato, diverso da altri rischi occupazionali affrontabili con metodi e strumenti di misura standardizzati, richiede l’utilizzo di strumenti integrati, la competenza di uno psicologo del lavoro (per ciò che concerne l’approfondimento della valutazione) e il coinvolgimento dei diversi attori del sistema di prevenzione e protezione interno (Datore di lavoro, Dirigenti, Preposti, RSPP, Medico Competente e RLS).
Per rispondere a questo specifico bisogno, si propone un servizio di valutazione del rischio stress lavoro-correlato che soddisfa i requisiti del Decreto Legislativo 81/2008, e dell’Accordo Europeo sullo stress lavoro-correlato dell’ottobre 2004, offrendo al contempo una preziosa opportunità di miglioramento e sviluppo.
IL BENESSERE ORGANIZZATIVO NON RIGUARDA SOLO LA PERSONA, MA ANCHE L’AZIENDA
A livello organizzativo tra i fattori che sono maggiormente determinanti per le prestazioni aziendali si collocano in primo piano: la condivisione degli obiettivi, l’efficienza delle procedure, l’assunzione di responsabilità di ciascuno, il realizzarsi di un processo di identificazione con l’organizzazione, la motivazione continua verso i risultati attesi e il loro raggiungimento, infine, la soddisfazione al lavoro.
La soddisfazione lavorativa è l’aspetto essenziale per il benessere organizzativo. Gli effetti dovuti ad una sufficiente soddisfazione lavorativa sono la riduzione del turnover (dimissioni), delle assenze e lo sviluppo e la maggior qualità dei servizi e dei prodotti realizzati.
L’essere umano ricerca lo stress, ha bisogno di sentirsi impegnato, di allenarsi fisicamente e mentalmente per potenziare sé stesso, di costruire con il suo lavoro insieme alle altre persone che vivono l’ambiente lavorativo la propria identità professionale e il senso e il significato del proprio lavoro; in questa modalità lo stress viene definito eu-stress.
Ma di stress ci si può ammalare anche gravemente ed è opportuno monitorarne il livello e la qualità.
Una persona insoddisfatta, che non sta bene all’interno dell’organizzazione, ovvero, che sperimenta una tra un’ampia gamma di forme di disagio che si possono sperimentare nel contesto lavorativo, risponde nella maggior parte dei casi in ciò che si definisce di-stress.
I principali sintomi riconducibili alla dinamica dello stress vengono distinti in tre categorie:
  • Sintomi cognitivi: difficoltà di concentrazione, smemoratezza, incapacità di ricordare eventi recenti, incapacità di ritenere nuove informazioni, mancanza di coordinazione, errata valutazione di persone e situazioni, mente che vaga senza senso, titubanza, decisionalità affrettata e irrazionale, disorganizzazione, maggior frequenza nel commettere errori, difficoltà nello svolgere compiti semplici, eccessiva attenzione ai dettagli.
  • Sintomi emozionali: ansie nelle varie forme, angosce, attacchi di panico, depressione, chiusura in se stessi, pensieri paranoidei, aggressività, rabbia, cambiamenti repentini d’umore, fragilità emotiva, sensi di colpa, senso di abbandono, eccessive preoccupazioni, perdita del senso di umorismo.
  • Sintomi comportamentali: aumento del consumo di tabacco, alcool e disregolazione dell’alimentazione, trascurare il proprio aspetto, isolarsi, mangiarsi le unghie, azioni compulsive, produzioni verbali dai contenuti ossessivi.
 

CLIMA ORGANIZZATIVO

Il clima organizzativo si riferisce alle percezioni che i membri di un’organizzazione condividono circa gli elementi fondamentali della propria organizzazione. Per gestire in modo funzionale il personale è utile conoscere ciò che nei fatti  le persone vivono e comunicano in modo indiretto.

 

L’analisi del clima organizzativo è uno strumento di “ascolto” delle risorse umane notevolmente valido.  Le aziende sono interessate a conoscere il loro clima interno perché riconoscono  che la raccolta delle percezioni  delle persone circa il contesto in cui agiscono è utile allo scopo di attivare azioni volte al miglioramento dell’organizzazione nel suo complesso e anche del suo clima.  Precisamente, i risultati dell’analisi del clima costituiscono un resoconto oggettivo che permette, non solo la progettazione di azioni migliorative, ma anche, rappresenta un importante occasione di diagnosi organizzativa da cui trarre informazioni sulla soddisfazione lavorativa. Inoltre, fornisce un riscontro sull’attività di coordinatori/responsabili.

 

 

 

La letteratura scientifica mette in luce un’influenza del clima sulla performance individuale e di gruppo, mediata dalla soddisfazione e dall’impegno organizzativo e dalla motivazione al lavoro. La presenza di atteggiamenti positivi nei confronti del lavoro risulta inibire l’assenteismo e il turn over  e migliorare la performance.
 

 

 

 

 

L’analisi del clima rappresenta una leva sulla quale agire in vista del benessere delle persone che operano all’interno delle organizzazioni e dell’efficacia ed efficienza delle stesse.
 
 
 
Cosciente dei vincoli di tempo, economici e motivazionali  connessi ai processi di analisi di clima,  in ogni progetto cerco  l’accordo ideale tra precisione, completezza e sostenibilità dell’analisi, con riferimento alla lunghezza e al gradimento degli strumenti e dei momenti di valutazione.
Le caratteristiche del processo di valutazione del clima esigono che vi sia uno psicologo con conoscenze specialistiche e abilità pratiche nell’utilizzo di strumenti psicodiagnostici di scientificità provata e nel gestire, elaborare e interpretare adeguatamente le informazioni raccolte.